“Sangue Innocente ha il grande pregio di mettere in discussione il nostro silenzio che, davanti a una tragedia che silenziosa si consuma tra noi quotidianamente, sa di complicità. E allora non potremo più stare in silenzio. Questo è stato l’effetto che il libro ha avuto su di me. E spero che lo stesso accada a chiunque lo leggerà”.

Mi sono occupata di curare i testi del nuovo libro di Antonio Morra e posso dire con certezza di conoscerlo in ogni suo pixel.

Sangue innocente è come lo vedi.
Rosso perché crudo. Schietto perché sincero nelle intenzioni. Preciso perché non lascia nulla al caso.

Antonio Morra parla di aborto.

Aspetta! Una voce maschile parla di ciò che solo una donna potrebbe capire?
Sì.
Perché parla del valore universale della vita e lo fa da una prospettiva finora inesplorata.

Un chiarimento preliminare: nessuna polemica né giudizio. Morra difende la vita e con essa anche le donne.

L’autore si rivolge principalmente alla Chiesa, stimolandola all’addestramento e alla preparazione al confronto culturale. Perché conoscere è il primo strumento d’intervento.

Che se ne parli! Nelle chiese, nelle scuole, in famiglia.

Una chiesa che sa è una chiesa che può salvare vite umane, dall’aborto e dalla disperazione. Una chiesa che può assistere quelle donne in bilico che pensano di non avere scelta se non quella di abortire.

Lo stile è sempre quello di Antonio Morra. Informativo, documentato, puntuale. La prima parte esplora le fondamenta bibliche a supporto della vita, la seconda simula un dialogo tra due controparti culturali, quella pro-vita e quella a sostegno del diritto all’aborto.

Un libro da mangiare, digerire e trasformare in energia per difendere la vita.

Lorena Di Blasi